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IL POTENZIALE CREATIVO IN EDUCAZIONE

A cura di Jessica Belluzzi, pedagogista

Creatività ed educazione sono due concetti che spesso si intrecciano nei nostri laboratori e sono le basi da cui muoviamo per la progettazione delle attività!

Il compito centrale dell’educatore è aiutare bambini e ragazzi a scoprire e comprendere il mondo circostante utilizzando i linguaggi e le modalità espressive ad essi più congeniali, stimolando un processo di scoperta, di curiosità e favorendo lo sviluppo del potenziale creativo insito in ognuno.

Come ci spiega John Dewey, filosofo e pedagogista americano, la creatività è uno dei mezzi attraverso i quali il bambino viene educato all’osservazione e al problem solving, al potenziamento dell’immaginazione e delle abilità comunicative. Dewey riteneva l’arte “il mezzo più indicato per utilizzare, in maniera costruttiva, l’energia creativa racchiusa nel bambino” (1934).

Questo non significa trasformare ogni bambino in un artista, bensì agevolarlo nel suo progetto di “creazione”, ovvero nella capacità di risolvere problemi in modo innovativo e sempre diverso. 

Per questo è fondamentale lasciare che i bambini esplorino il proprio talento artistico e creativo.

L’apprendimento e lo sviluppo della personalità del bambino si realizzano fin dalla sua nascita e accrescono in base alla ricchezza di esperienze che il piccolo ha l’opportunità di sperimentare nei diversi contesti di vita.

Quanto più il bambino ha la possibilità di conoscere, sperimentare e manipolare la realtà e i suoi oggetti, tanto più il suo mondo interiore sarà ricco e potrà sviluppare al meglio le sue capacità senso-motorie, creative e cognitive.

Ma cos’è la creatività?

La creatività è sinonimo di quel pensiero divergente che è capace di rompere continuamente gli schemi dell’esperienza:

È creativa una mente sempre al lavoro, sempre a far domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti, che rifiuta il codificato, che rimanipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire dai conformismi”. (Gianni Rodari, Grammatica della fantasia)

Secondo Gianni Rodari la creatività è la capacità di manipolare la realtà, di inventare storie, di fare ipotesi e progetti ed ha le sue basi nell’immaginazione.

Lo scrittore e pedagogista italiano, evidenzia l’importanza dello sviluppo della creatività e della fantasia per la formazione del bambino.

L’immaginazione e la fantasia contribuiscono in modo notevole ad aprire la mente, a farla uscire dagli schemi precostituiti appianando la strada alla creatività.

Per la pedagogia contemporanea le attività e le azioni educative finalizzate allo sviluppo del potenziale creativo dei bambini e dei ragazzi sono identificate come elementi centrali per l’apprendimento di nuove conoscenze ma, soprattutto, per favorire il pieno e sano sviluppo della personalità.

L’educatore deve trasformarsi in un “promotore di creatività”: deve promuovere attività che comprendano tutte le discipline, all’interno delle quali il bambino diventi un creatore e produttore di valori e di cultura, rendendo la sua mente sempre più sensibile ai processi cognitivi divergenti.

Il suo punto di partenza è sempre la realtà e l’esperienza, ma, proprio per questo, è necessario che il bambino “possa crescere in un ambiente ricco di impulsi e di stimoli, in ogni direzione”.
I bambini e i ragazzi, se sono aiutati ad avere momenti che favoriscano in loro l’emergere di un atteggiamento creativo, possono diventare adulti capaci di mutare la società proprio perché sanno usare la propria immaginazione e vedere altri mondi possibili.

Il potenziale creativo in educazione

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